Il mito della moda
Dimitrije Popović
giovedì 2 ottobre 2025
Fondazione Luciana Matalon, Milano
ingresso libero
La Fondazione Luciana Matalon di Milano presenta dal 2 al 15 ottobre 2025 la mostra personale di Dimitrije Popović dal titolo “Il mito della moda”. Un progetto espositivo che raccoglie oltre 50 opere tra dipinti, disegni e installazioni, tra cui un imponente trittico pensato come fulcro narrativo e simbolico dell’intero percorso. L’inaugurazione, prevista giovedì 2 ottobre, offrirà al pubblico l’occasione di incontrare un artista che da decenni indaga i grandi temi dell’immaginario occidentale, coniugando pittura e scrittura, riflessione critica e invenzione visiva, in un linguaggio che attraversa la storia dell’arte, la letteratura, la religione e i miti contemporanei.
Dimitrije Popović nato a Cetinje, in Montenegro, nel 1951, si è formato all’Accademia di Belle Arti di Zagabria, dove ha conseguito il diploma nel 1976. La sua vicenda artistica si intreccia con quella di alcuni protagonisti del surrealismo e della pittura visionaria del Novecento: durante il soggiorno a Parigi entra in contatto con Dado Đurić, Salvador Dalí, Ernst Fuchs e Leonor Fini, partecipando a esposizioni accanto a questi maestri. Nel 1982 è presente a Milano al grande Giubileo di Leonardo con il ciclo Omaggio a Leonardo e negli anni successivi espone in contesti di primo piano, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto al Pantheon di Roma, fino all’UNESCO di Parigi. Premi e riconoscimenti internazionali hanno segnato un percorso che oggi conta più di trecento mostre collettive e numerose personali, con una produzione affiancata da saggi, volumi critici e opere di narrativa. La sua ricerca è stata più volte riconosciuta come una delle più originali nel panorama europeo, capace di unire rigore intellettuale e forza immaginativa.
Con “Il mito della moda” l’artista propone una riflessione sull’essenza stessa del vestire e del costruire immagine. Non si tratta di un omaggio superficiale all’eleganza o alla bellezza, ma di un’indagine sul meccanismo con cui la moda costantemente muore e rinasce, uccidendo se stessa per continuare a vivere. Dalla foglia di fico che segna le origini della rappresentazione fino ai materiali tecnologici contemporanei, la moda non smette di generare simboli, di rinnovare codici, di creare desideri. In questo processo il corpo, soprattutto quello femminile, diventa medium privilegiato: mostra i capi e insieme si mostra, diventando icona di un glamour che sfiora i limiti del reale. Nelle opere di Popović, modelle slanciate e figure raffinate si trasformano in vere e proprie sculture viventi, in immagini che uniscono fascino ed erotismo a un rigore quasi rituale, come se la bellezza fosse disciplinata e al tempo stesso celebrata.
Il trittico monumentale presentato alla Fondazione Matalon concentra in sé le tensioni e le suggestioni dell’intero ciclo. Monumentale per dimensioni e impatto visivo, diventa un altare laico sul quale si rappresentano insieme l’eleganza e l’inquietudine, la grazia e la caducità, in un gioco di contrasti che richiama tanto le grandi pale d’altare rinascimentali quanto le scenografie teatrali contemporanee. La sua presenza domina il percorso espositivo e invita a considerare la moda come linguaggio estetico ma anche come strumento di costruzione del mito collettivo. La mostra si configura come un viaggio attraverso immagini che evocano desiderio, status e appartenenza, ma anche fragilità e precarietà. La moda, suggerisce Popović, non è soltanto un ornamento o un meccanismo economico, ma un dispositivo culturale che modella identità e relazioni sociali. Essa ci racconta chi siamo e chi vorremmo essere, ci rivela le nostre aspirazioni ma anche le nostre paure, e per questo assume una dimensione mitica. Nell’epoca dei social media e dell’esposizione costante del sé, la riflessione dell’artista appare più attuale che mai: ogni abito diventa dichiarazione, ogni scelta estetica un gesto narrativo, ogni immagine un frammento di mito personale e collettivo. Visitare “Il mito della moda” significa dunque confrontarsi con una visione che intreccia estetica e critica, bellezza e inquietudine. Le oltre cinquanta opere in mostra raccontano la moda come fenomeno totale, che unisce eros e disciplina, seduzione e feticismo, fascino e caducità, e che si offre come metafora della condizione umana, perennemente sospesa tra il desiderio di eternità e la consapevolezza della fragilità. L’esposizione alla Fondazione Luciana Matalon rappresenta un appuntamento di rilievo per Milano, capitale internazionale della moda, e per il pubblico che avrà l’occasione di immergersi nell’universo visionario di un artista che da sempre interroga il rapporto tra immagine e mito. La mostra sarà aperta al pubblico dal 2 al 15 ottobre 2025 presso la sede della Fondazione Luciana Matalon a Milano.
info e contatti:
Fondazione Luciana Matalon
+39 02 878781
[email protected]
www.fondazionematalon.org
orari di apertura
dal 2 al 15 ottobre 2025
10:00 – 13:00 | 14:00 – 19:00
ingresso libero





