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Musica d’ombra

sabato, 14 Novembre 2026

 

In occasione della mostra sul viaggio di Luchino Dal Verme in Giappone avvenuto a fine ‘800, MusicaPoesia ospita per la prima volta un concerto interamente dedicato alla musica per flauto shakuhachi, strumento di bambù con un’antichissima tradizione nella cultura giapponese e protagonista, insieme al koto e allo shamisen, della musica del periodo Edo (1603-1867). Nato nel contesto buddhista zen come strumento per aiutare a raggiungere un particolare stato di meditazione o per esercitare un profondo controllo della respirazione, ha trovato poi diffusione anche in àmbito secolare, sia come strumento solistico che in ensemble con altri strumenti. Tutt’oggi lo shakuhachi continua ad essere al centro della pratica tradizionale ma ha attirato anche l’attenzione di compositori contemporanei che hanno tentato di unire strumenti giapponesi con elementi occidentali.

Il Programma

Musica d’ombra
Il programma prevede brani per flauto shakuhachi tratti dal repertorio originale sacro meditativo interpretati secondo lo stile della scuola “Hijiri” (scuola sacra/santa) con sede a Tokyo fondata e diretta dal Maestro Teruhisa Fukuda. Dopo un lungo periodo di soggiorno in Cina il monaco giapponese Kakushin (1207-1298) viene considerato colui che introdusse per primo in Giappone la musica zen per flauto shakuhachi . Da lui prese vita la tradizione di monaci itineranti questuanti, detti komusô , appartenenti alla particolare corrente fuke del buddhismo zen, per i quali l’unico oggetto in possesso era proprio lo shakuhachi . L’importanza dello strumento per la setta fuke si riflette in massime quali “V’è un pregare con il Suono” oppure “Il soffio del flauto è la Via all’illuminazione”. Da questa tradizione emerse Kurosawa Kinko (1710-1771) un monaco fuke che raccolse e trasmise il notevole repertorio per shakuhachi creatosi nei secoli. Il nocciolo di questo repertorio è costituito dai trentasei brani legati alla tradizione zen , esclusivamente per shakuhachi solo, detti honkyoku ognuno dei quali viene attribuito al fondatore di una particolare scuola dello strumento. Gli honkyoku sono caratterizzati da un tempo estremamente lento, da un uso molto dilatato dei parametri ritmici ma, soprattutto, da un impiego sapiente, concentrato, raccolto delle infinite possibilità sonore ed espressive dello strumento da parte del solista, che ri/crea ad ogni esecuzione i branitradizionali. Va notato come gli honkyoku non fossero, perlomeno inizialmente, brani concepiti per essere apprezzati da un ampio pubblico, ma, piuttosto, per aiutare il suonatore a raggiungere un particolare stato di meditazione o per esercitarlo in un profondo controllo della respirazione, concezione organologica e musicale insieme, espressa nel detto zen : “Lo shakuhachi suona Te, tanto quanto lo suoni Tu”…”

Il Curriculum

Fiore Sei Chiku De Mattia
Fiore Sei Chiku De Mattia è ufficialmente rappresentante in Italia ed in Europa della scuola Hijiri del flauto giapponese shakuhachi, per il quale è stato insignito nel 2023 del titolo di “Dai Shihan” (Gran Maestro). Già membro dal 2003 della associazione francese “La Voie Du Bambou” il cui scopo è insegnare e diffondere la conoscenza del flauto di bambù giapponese shakuhachi, ha poi approfondito il suo studio sotto la guida del maestro Teruhisa Fukuda, fondatore della scuola “Hijri” (scuola sacra/santa) di Tokyo, ottenendo il nome ufficiale di “Sei Chiku” (santo/sacro bambù). Da oltre venti anni si prodiga per la diffusione del flauto shakuhachi in Italia attraverso l’attività concertistica e didattica.

 

 

 

Ingresso libero per i soci
Ingresso per i non soci con contributo di 12,00 Euro
Prenotazione obbligatoria
Informazioni: 349.6375975

  • TIpo: Evento
  • Orario: 14 Novembre 2026 - 16:00 - 18:00
  • Luogo:Fondazione Luciana Matalon